ClearSkies: l’avanzata degli attacchi basati sull’AI accelera la corsa verso i SOC autonomi

L’aumento degli attacchi informatici potenziati dall’intelligenza artificiale trasforma in modo strutturale le strategie di difesa delle organizzazioni. I cybercriminali sfruttano l’AI per accelerare ogni fase dell’offensiva, personalizzare campagne su larga scala e automatizzare intere catene di exploit. Gli incidenti risultano più rapidi, adattivi e complessi da individuare.

I dati del Rapporto Clusit 2025 confermano un quadro critico. In Italia gli incidenti gravi rappresentano il 10,2% del totale globale. Crescono gli attacchi DDoS e le campagne hacktivist contro la Pubblica Amministrazione, con una diffusione che coinvolge trasporti, logistica e manifatturiero. I Security Operations Center tradizionali faticano a sostenere il volume e la complessità delle minacce.

Secondo ClearSkies, continuare a investire in modelli reattivi espone le aziende a un rischio operativo diretto. Per anni la cybersecurity ha rappresentato un costo crescente con ritorni difficili da misurare. L’Autonomous SOC introduce una logica diversa. Non sostituisce l’analista, ma supera i limiti dei modelli basati esclusivamente sull’intervento umano.

Nel nuovo scenario regolatorio, segnato da NIS2, DORA e ISO 27001:2022, il SOC autonomo assume un ruolo centrale. Permette processi documentati, ripetibili e misurabili di detection e risposta. La conformità diventa continua e verificabile.

Gen AI e Agentic AI: cervello e braccio operativo del SOC

La trasformazione si fonda sulla collaborazione tra esseri umani e due modelli complementari di intelligenza artificiale.

La Generative AI svolge una funzione analitica. Interpreta grandi volumi di dati, riduce il rumore informativo e produce analisi sintetiche e contestualizzate. Gli analisti possono concentrarsi sulle decisioni strategiche invece che su attività ripetitive.

La Agentic AI rappresenta la componente operativa. Agisce entro regole definite dall’organizzazione. Valida indicatori di compromissione, esegue playbook, isola asset compromessi, revoca credenziali e gestisce la risposta in modo autonomo. Il ciclo di vita di un incidente si riduce da ore o giorni a pochi secondi. La sicurezza assume un carattere proattivo e scalabile.

Dal costo alla resilienza misurabile

Il cambiamento non riguarda solo la tecnologia. L’adozione di un SOC autonomo modifica l’approccio culturale alla sicurezza. I costi non crescono più in modo proporzionale al volume delle minacce. L’efficienza aumenta. I talenti interni dedicano tempo ad attività ad alto impatto.

Il nuovo indicatore chiave diventa la percentuale di minacce neutralizzate senza intervento umano. In un contesto italiano caratterizzato da settori strategici come manifattura e sanità, l’esposizione a campagne mirate e sofisticate richiede modelli di difesa realmente autonomi.

Eleftherios Antoniades, Founder e CTO di ClearSkies, evidenzia il divario tra supply chain interconnesse e maturità cyber nel settore industriale italiano. La piattaforma ClearSkies Autonomous SOC mira a colmare questo gap operativo. Attraverso l’approccio Centric AI, garantisce rilevamento continuo e contestualizzato negli ambienti IT e OT convergenti, dal settore marittimo a quello finanziario e sanitario, senza costi insostenibili legati all’aumento del personale.

In un mercato segnato dalla carenza di competenze e dall’urgenza di adeguamento alla direttiva NIS2, il SOC autonomo rappresenta un cambio di paradigma. Non si limita a reagire agli attacchi. Riduce il rischio strutturale e protegge la continuità operativa prima che un ransomware possa compromettere l’economia aziendale o nazionale.

Sicurezza Informatica
Lo staff di Sicurezza Informatica.