Kaspersky ha identificato diverse tecniche di phishing, spam e truffa online che nel 2026 prendono di mira aziende, PMI e imprenditori. Le campagne osservate imitano società finanziarie, fornitori di strumenti basati su intelligenza artificiale, piattaforme di collaborazione, servizi cloud e social network aziendali, con l’obiettivo di sottrarre credenziali, dati sensibili e denaro.
Il tema è al centro del report Securelist “Inside the 2026 SMB threat landscape: From phishing and scams to fake AI tools”, pubblicato da Kaspersky il 25 giugno 2026. L’analisi evidenzia come le piccole e medie imprese restino bersagli interessanti sia per attacchi di massa sia per campagne più mirate, anche perché spesso dispongono di risorse di sicurezza inferiori rispetto alle grandi aziende.
Falsi servizi finanziari e prestiti aziendali
Uno degli schemi descritti da Kaspersky riguarda i falsi servizi finanziari. I criminali imitano banche o società che offrono conti business, prestiti aziendali o servizi dedicati agli imprenditori. La vittima riceve un invito a visitare un sito fraudolento e a inserire i propri dati per aprire un conto o richiedere un finanziamento.
Le informazioni richieste possono variare in base allo schema della frode, ma includono spesso nome, indirizzo email, numero di telefono, data di nascita, indirizzo e altri dati personali. In alcuni Paesi possono comparire anche richieste legate a identificativi fiscali o previdenziali. Questi dati possono essere usati per altre truffe o venduti nei mercati criminali.
Il rischio per le PMI è elevato perché una richiesta di prestito, un servizio finanziario o una proposta per aprire un conto business possono sembrare coerenti con le normali esigenze aziendali. Per questo, prima di inserire dati su un sito sconosciuto, Kaspersky raccomanda di verificare se l’organizzazione esiste, da quanto tempo il dominio è online, quali informazioni emergono dai record WHOIS e quali recensioni sono disponibili.
Account business sui social network nel mirino
Gli account aziendali su social network e piattaforme di messaggistica restano un obiettivo rilevante. Kaspersky segnala campagne nelle quali i phisher inviano falsi avvisi di violazione delle regole della piattaforma o comunicazioni legate a presunte procedure di verifica dell’account.
Lo schema punta sulla pressione psicologica. Il messaggio avvisa la vittima che la pagina aziendale potrebbe essere bloccata o limitata. Per evitare la sospensione, il destinatario deve aprire un modulo e inserire dati personali, contatti aziendali e password dell’account. In alcuni casi viene anche mostrato un falso codice di reclamo per aumentare la credibilità della comunicazione.
La compromissione di un account social aziendale non riguarda solo la perdita del profilo. Un account rubato può essere usato per colpire clienti, follower e partner commerciali tramite messaggi fraudolenti, campagne pubblicitarie malevole o link di phishing diffusi da un canale apparentemente affidabile.
Falsi strumenti AI come esca
Il report segnala anche il crescente uso di falsi strumenti AI come esca. Nei primi quattro mesi del 2026, le soluzioni Kaspersky hanno rilevato oltre 33.300 attacchi contro utenti SMB nei quali malware o applicazioni indesiderate si presentavano come popolari servizi di intelligenza artificiale. Il dato risulta quasi cinque volte superiore rispetto al 2025.
Secondo Kaspersky, gli attaccanti seguono l’interesse del mercato. Più uno strumento AI acquisisce visibilità, più aumenta la probabilità che compaiano cloni fraudolenti, falsi pacchetti di installazione o siti che imitano servizi legittimi. Tra le esche citate dal report compaiono anche strumenti AI emersi nel 2026, come Claude e OpenClaw.
La minaccia non riguarda solo il furto di denaro tramite falsi abbonamenti. I software scaricati da fonti non ufficiali possono contenere trojan, downloader o componenti capaci di installare altro malware sul dispositivo aziendale. Per questo, le applicazioni devono essere scaricate solo da canali ufficiali e dopo una verifica del fornitore.
Email aziendali, falsi documenti e piattaforme legittime
L’email resta uno dei canali principali per gli attacchi contro le imprese. Nel 2026, Kaspersky ha osservato campagne che invitano gli utenti ad aprire presunti documenti online, spesso presentati come comunicazioni di risorse umane, amministrazione, logistica o compliance.
In uno schema citato nel report, la vittima riceve una falsa notifica simile a una comunicazione OneDrive, con un pulsante per accedere a un documento. Il link porta però a una pagina di phishing. In altri casi, gli attaccanti sfruttano temi comuni nel lavoro quotidiano: consegne di merce, fatture, offerte di prodotti, richieste di preventivo o questioni di conformità.
Un altro elemento critico riguarda l’uso di servizi legittimi di terze parti, come piattaforme di collaborazione o strumenti per sondaggi. Questi servizi possono aiutare gli attaccanti a superare alcuni filtri antispam tradizionali e a sfruttare la fiducia degli utenti verso brand conosciuti.
Falsi meeting e allegati malevoli
Kaspersky descrive anche campagne a più fasi legate a riunioni inesistenti. In un caso, l’utente riceve un invito a un meeting fittizio; dopo il clic, viene indirizzato verso una pagina legittima di Zoom Docs, che contiene però un link verso una pagina di phishing.
La posta elettronica resta anche un veicolo per malware. Nel 2025, utenti privati e aziendali hanno incontrato oltre 144 milioni di allegati email malevoli o potenzialmente indesiderati, con un aumento del 15% rispetto all’anno precedente, secondo i dati richiamati da Kaspersky.
Il punto più insidioso è la banalità apparente dei messaggi. Le email malevole non sempre mostrano testi allarmistici o errori evidenti. Possono sembrare normali richieste di preventivo, comunicazioni amministrative o avvisi di routine. Proprio questa normalità le rende pericolose nei contesti aziendali.
Accessi aziendali in vendita nel dark web
Il report dedica spazio anche agli initial access broker, cioè criminali che vendono accessi iniziali a infrastrutture aziendali compromesse. Questi accessi possono riguardare RDP, web shell o altri punti di ingresso e possono essere usati da altri gruppi per ransomware, furto di dati o frodi successive.
Secondo Kaspersky, nei forum del dark web i post relativi a piccole e medie imprese rappresentano oltre la metà delle offerte di accesso iniziale analizzate. Il dato smentisce l’idea che le PMI siano troppo piccole per interessare agli attaccanti. Al contrario, possono essere colpite direttamente oppure usate come punto di passaggio verso organizzazioni più grandi con cui hanno rapporti commerciali.
Le misure consigliate alle aziende
Per ridurre il rischio, le aziende devono adottare una strategia che combini strumenti tecnici, procedure interne e formazione del personale. La protezione della posta elettronica resta prioritaria, perché molte campagne partono proprio da email fraudolente, falsi allegati o link verso documenti online contraffatti.
Le misure principali includono:
- adottare soluzioni di sicurezza proporzionate a budget, dimensioni aziendali e settore;
- proteggere mailbox e gateway email con controlli multilivello;
- definire regole chiare per l’uso di servizi esterni, piattaforme cloud e strumenti AI;
- stabilire criteri di accesso per email aziendali, cartelle condivise e documenti online;
- attivare autenticazione a più fattori sugli account critici;
- verificare domini, mittenti e link prima del caricamento di dati o credenziali;
- scaricare software solo da fonti ufficiali;
- formare i dipendenti sul riconoscimento di phishing, falsi documenti e truffe via social;
- eseguire backup regolari dei dati importanti.
Per le imprese senza personale dedicato alla cybersecurity, servizi gestiti di rilevamento e risposta possono aiutare a coprire il monitoraggio, l’analisi degli incidenti e la gestione delle minacce. Per le PMI con competenze IT interne, soluzioni più strutturate possono offrire visibilità, risposta in tempo reale e funzioni vicine a EDR e XDR.
La minaccia più evidente per il 2026 è la combinazione tra vecchie tecniche e nuove esche. Phishing, spam e malware non sono fenomeni nuovi, ma oggi si presentano sotto forma di falsi servizi AI, documenti cloud, account social aziendali, comunicazioni amministrative e piattaforme legittime usate come copertura. Per le aziende, la difesa passa da controlli tecnici efficaci e da una maggiore attenzione nei processi quotidiani.











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