La nuova applicazione per Android e iOS esamina video, audio e trascrizioni per rilevare possibili manipolazioni e intenti fraudolenti. Il servizio è disponibile anche in Italia, ma al lancio supporta soltanto la lingua inglese.
Bitdefender ha presentato RealCheck, un’applicazione autonoma che analizza i video pubblicati online o salvati sullo smartphone alla ricerca di segnali associati a deepfake, manipolazioni tramite intelligenza artificiale e possibili tentativi di frode.
Il servizio non si limita a stabilire se un contenuto appare autentico o alterato. RealCheck valuta anche il contesto, il linguaggio e il possibile intento del video, con particolare attenzione a frodi finanziarie, furto di credenziali, raccolta di dati personali, false promozioni e impersonificazione di personaggi pubblici.
L’app è disponibile per Android e iOS in 14 Paesi, tra i quali Italia, Stati Uniti, Regno Unito, Australia, Canada, Germania, Spagna e Francia. La prima versione supporta soltanto l’inglese, mentre Bitdefender prevede di introdurre altre lingue con i successivi aggiornamenti.
Come funziona Bitdefender RealCheck
L’utente può incollare il collegamento pubblico di un video oppure caricare un file presente sul dispositivo. RealCheck avvia quindi un’analisi che comprende immagini, audio, parlato e trascrizione.
Secondo la presentazione ufficiale di Bitdefender RealCheck, il sistema restituisce un rapporto strutturato con la probabilità che il contenuto abbia subito una manipolazione, gli eventuali segnali di intento ingannevole e i passaggi della trascrizione che meritano maggiore attenzione.
Il risultato non consiste in una risposta netta basata soltanto sulle categorie “vero” o “falso”. L’app distingue infatti i contenuti fraudolenti dai video sintetici usati per satira, intrattenimento, arte o formazione.
Questa differenza ha un peso concreto. Un video creato con l’intelligenza artificiale non costituisce di per sé una minaccia. Il rischio dipende dal modo in cui il contenuto viene presentato, dal soggetto imitato e dall’azione richiesta allo spettatore.
Analisi dei video pubblicati sui social network
RealCheck supporta video provenienti da X, YouTube, Instagram, Facebook e TikTok, oltre ai contenuti caricati direttamente dal dispositivo.
L’app può esaminare, per esempio, un filmato che mostra un amministratore delegato mentre promuove un investimento, un personaggio famoso associato a un prodotto oppure un politico al centro di una dichiarazione controversa.
Il sistema verifica anche la presenza di personaggi pubblici già coinvolti in campagne di impersonificazione. Tra i soggetti considerati figurano celebrità, dirigenti aziendali e rappresentanti politici.
Questa funzione punta a fornire un contesto aggiuntivo. Un video può apparire tecnicamente credibile, ma acquisire un significato diverso quando la stessa persona risulta già sfruttata in campagne fraudolente attive.
Il controllo si estende ad audio e trascrizione
Una parte dell’analisi riguarda il contenuto verbale. RealCheck esamina il parlato segmento per segmento e cerca espressioni tipiche delle truffe, richieste urgenti, promesse finanziarie, inviti a inserire credenziali o pressioni emotive.
Il rapporto può indicare i punti nei quali emergono possibili anomalie o segnali di manipolazione. L’obiettivo consiste nel mostrare all’utente quali elementi hanno influito sulla valutazione, anziché presentare soltanto un punteggio privo di spiegazioni.
Questo approccio può risultare utile nei video che combinano un volto autentico con un audio sintetico, una voce clonata con immagini reali oppure una registrazione modificata in alcuni passaggi.
Le moderne campagne di deepfake, infatti, non richiedono sempre la generazione completa di un filmato. Un criminale può alterare soltanto la voce, sostituire alcune frasi o inserire una richiesta fraudolenta all’interno di un contenuto credibile.
I deepfake nelle frodi finanziarie
I video sintetici hanno assunto un ruolo crescente nelle truffe online. I criminali possono imitare persone note, colleghi, familiari o dirigenti per indurre la vittima a trasferire denaro, aprire un collegamento o comunicare informazioni riservate.
Una stima del Deloitte Center for Financial Services indica che le perdite negli Stati Uniti associate alle frodi favorite dall’intelligenza artificiale potrebbero raggiungere 40 miliardi di dollari entro il 2027, rispetto ai 12,3 miliardi registrati nel 2023.
La previsione non riguarda soltanto i deepfake video. Include diverse forme di frode basate sull’AI generativa, tra cui identità sintetiche, documenti falsi, clonazione vocale, messaggi fraudolenti e compromissioni della posta elettronica.
Il dato offre quindi una misura del più ampio rischio economico legato all’uso criminale dell’intelligenza artificiale, ma non deve essere interpretato come una stima riferita esclusivamente ai video manipolati.
Le truffe AI preoccupano i consumatori
Un’indagine Bitdefender condotta nel 2025 su oltre 7.000 consumatori di Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Spagna, Italia e Australia ha rilevato una forte preoccupazione verso le frodi basate sull’intelligenza artificiale.
Il 37% degli intervistati ha indicato deepfake e clonazione vocale tra i principali timori associati all’AI. Il sondaggio ha inoltre rilevato che i social network hanno superato l’email come principale canale attraverso il quale gli utenti incontrano una truffa.
Secondo la Consumer Cybersecurity Survey di Bitdefender, il 34% dei casi segnalati ha avuto origine sulle piattaforme sociali. Quasi sette persone su dieci hanno dichiarato di avere incontrato almeno una truffa, mentre una su sette ne è rimasta vittima nel corso dell’anno precedente.
La diffusione dei video brevi e la rapidità delle condivisioni possono amplificare il fenomeno. Un contenuto falso può raggiungere gruppi familiari, comunità online e chat private prima che una piattaforma completi le proprie verifiche.
I report possono essere condivisi
RealCheck permette di condividere i rapporti con amici e familiari anche quando il destinatario non possiede un account.
La funzione può aiutare chi riceve una falsa promozione, un video relativo a un investimento o un messaggio che imita una persona conosciuta. Il destinatario può consultare l’analisi e vedere quali segnali hanno determinato il livello di rischio.
La condivisione del rapporto non trasforma il risultato in una certificazione. Offre però elementi aggiuntivi per valutare il contenuto prima di inoltrarlo, effettuare un pagamento o inserire dati personali.
Il risultato esprime una probabilità, non una certezza
L’informativa sulla privacy di Bitdefender precisa che RealCheck fornisce valutazioni basate su probabilità e punteggi di rischio.
Il servizio ha finalità informative e non certifica in modo definitivo che un video sia autentico, falso, lecito o fraudolento. Anche i sistemi automatici possono produrre errori, soprattutto davanti a contenuti compressi, modificati più volte o creati con tecniche nuove.
La stessa ricerca scientifica sul rilevamento dei deepfake mostra quanto il problema sia complesso. Uno studio pubblicato su Computers in Human Behavior, condotto su 454 partecipanti, ha registrato un’accuratezza media del 60,7% nella classificazione di video reali e artificiali. Le strategie basate sui comuni segnali visivi non hanno prodotto un miglioramento significativo.
Per questo motivo, un controllo automatico dovrebbe affiancare altre verifiche. Restano utili il confronto con la fonte originale, la ricerca di dichiarazioni ufficiali, il controllo del dominio e la verifica dell’eventuale presenza dello stesso video su canali affidabili.
Cosa accade ai video caricati
L’uso di un rilevatore di deepfake richiede particolare attenzione alla privacy, poiché i file possono contenere volti, voci, dati personali e conversazioni.
Bitdefender dichiara che i video caricati vengono eliminati subito dopo il completamento dell’analisi e non restano archiviati oltre il tempo necessario al controllo.
I collegamenti pubblici possono invece essere conservati per migliorare il rilevamento, senza un’associazione all’identità dell’utente. I rapporti restano disponibili per la durata dell’abbonamento attivo e possono essere cancellati prima tramite la cronologia.
L’analisi utilizza pipeline automatiche, modelli linguistici e servizi forniti da soggetti terzi che operano come responsabili del trattamento. Bitdefender afferma che i dati personali caricati dagli utenti non vengono usati per addestrare i modelli di intelligenza artificiale.
Prima di inviare un video privato, resta opportuno verificare di possedere i diritti e le autorizzazioni necessarie, soprattutto quando il contenuto ritrae altre persone.
Disponibilità e prezzi di Bitdefender RealCheck
Bitdefender RealCheck è disponibile su App Store e Google Play.
Il piano RealCheck Core costa 4,99 dollari al mese e comprende 200 controlli. Il piano RealCheck Plus costa 12,99 dollari al mese e comprende 600 controlli.
Entrambi includono una prova gratuita di sette giorni. I prezzi indicati da Bitdefender sono espressi in dollari; l’importo visualizzato in Italia può variare in base allo store, alle imposte e alla conversione applicata dalla piattaforma.
Al lancio, l’interfaccia e l’analisi linguistica sono disponibili in inglese. Questa limitazione può incidere sull’esame delle trascrizioni in italiano, anche se il sistema può ancora valutare immagini, audio e altri segnali tecnici.











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