DreamHost forza il reset delle password di email e FTP

Logo di DreamHost, il provider di hosting che ha forzato il reset delle password di alcuni account email e FTP/SFTP
Immagine: Wikimedia Commons.

Il provider di hosting statunitense DreamHost ha forzato il reset delle password di una parte degli account email e FTP/SFTP dei propri clienti, nell’ambito di un incidente iniziato il 23 ottobre che ha messo fuori uso il File Manager del pannello e disconnesso alcuni utenti della webmail. Il reset delle password DreamHost è descritto dall’azienda come una misura precauzionale: gli utenti coinvolti non possono accedere finché il titolare dell’account non imposta nuove credenziali. Al momento DreamHost non ha comunicato la causa dell’incidente né il numero di account interessati.

Logo di DreamHost, il provider di hosting che ha forzato il reset delle password di alcuni account email e FTP/SFTP
Immagine: Wikimedia Commons.

Cosa è successo a DreamHost

Secondo la pagina di stato ufficiale, il 23 ottobre il team operativo di DreamHost ha iniziato a indagare su problemi di connessione al File Manager (files.dreamhost.com). Nelle ore successive l’incidente si è esteso ad altri servizi: il File Manager è stato messo offline, alcuni utenti della webmail sono stati disconnessi e l’azienda ha avviato, «come precauzione», il reset delle password di una parte delle caselle email e degli utenti FTP/SFTP.

Nel fine settimana DreamHost ha inviato a tutti i titolari degli account interessati le istruzioni per impostare nuove password. Nell’aggiornamento del 26 ottobre (le 23:35 ora italiana) l’azienda ha comunicato di aver distribuito una correzione e che il File Manager è di nuovo online, sotto monitoraggio. L’incidente però non è ancora chiuso: il reset resta obbligatorio per una parte degli account email e FTP/SFTP.

Cosa non ha detto l’azienda

DreamHost non ha spiegato che cosa abbia causato l’incidente, quanti utenti siano stati coinvolti né se caselle di posta o file siano stati consultati da terzi. Come riporta BleepingComputer, nelle comunicazioni inviate ai clienti l’azienda consiglia però di controllare ogni indirizzo email alla ricerca di regole di inoltro e di rimuovere quelle verso destinazioni sconosciute: un’indicazione che fa pensare a possibili accessi non autorizzati ad alcune caselle, anche se DreamHost non lo ha confermato. La testata ha chiesto chiarimenti all’azienda senza ricevere risposta al momento della pubblicazione.

La portata potenziale è ampia: secondo i dati dell’azienda citati da BleepingComputer, DreamHost serve oltre 400.000 clienti in più di 100 Paesi e ospita almeno 1,5 milioni di siti e applicazioni, tra cui circa 750.000 installazioni WordPress. Non è il primo incidente di quest’anno che colpisce un fornitore di servizi in hosting: pochi giorni fa avevamo raccontato l’attacco al servizio cloud di GMO Internet.

Reset password DreamHost: cosa devono fare i clienti

Solo il titolare dell’account DreamHost può impostare le nuove password, accedendo direttamente a panel.dreamhost.com: le caselle di posta si gestiscono da «Mail > Manage Email», gli utenti FTP/SFTP da «Websites > SFTP Users & Files». Una nuova password può richiedere fino a 15 minuti per diventare attiva. DreamHost precisa di non poter contattare direttamente i singoli utenti delle caselle o degli account FTP, quindi chiede ai titolari di avvisarli per telefono, SMS o altri canali e di comunicare loro le nuove credenziali.

Va ricordato che la password va aggiornata ovunque sia memorizzata: client di posta su computer e smartphone, script di backup e strumenti di pubblicazione che caricano file via SFTP. Chi aveva riutilizzato la vecchia password DreamHost su altri servizi dovrebbe cambiarla anche lì.

Attenzione al phishing

Un reset di massa è un’occasione per i truffatori, perché molti clienti in questi giorni si aspettano proprio un’email sulle password. DreamHost ribadisce che non chiederà mai la password via email e che le sue notifiche non invitano ad accedere tramite un link: per qualsiasi modifica conviene digitare a mano l’indirizzo del pannello nel browser e ignorare le richieste di reset non sollecitate. Le tecniche usate per sottrarre credenziali con false email di servizio sono ricorrenti, come abbiamo visto con le finte comunicazioni Zoom e Docusign e con il phishing inviato dai domini ufficiali di Foundation.

Per ridurre i rischi è utile anche verificare le regole di inoltro e i filtri di ogni casella, controllare gli accessi recenti dove possibile e seguire gli aggiornamenti sulla pagina di stato ufficiale fino alla chiusura dell’incidente.

Fonti: DreamHost Status, BleepingComputer.

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Sicurezza Informatica
Lo staff di Sicurezza Informatica.