Il mercato delle VPN non è tornato ai livelli record del 2022. Secondo l’ultima edizione del Cybernews VPN Adoption Report, i download globali avevano raggiunto quota 487 milioni nel 2022, per poi scendere a 404,2 milioni nel 2023, risalire a 464 milioni nel 2024 e calare di nuovo a 412,5 milioni nel 2025. Il quadro che emerge è quello di una domanda meno uniforme rispetto agli anni della grande espansione, con alcune aree del mondo in frenata e altre ancora in crescita.
L’analisi prende in esame i dati di download delle 50 app VPN più popolari su Google Play Store e Apple App Store in 126 Paesi, rapportandoli poi alla popolazione locale per stimare i tassi di adozione. Si tratta quindi di una fotografia utile per leggere le tendenze globali, ma anche di una rilevazione che riflette i limiti della disponibilità degli store nei singoli mercati.
A dominare la classifica restano soprattutto i Paesi del Golfo Persico. Nel 2025 gli Emirati Arabi Uniti guidano il ranking con un tasso di adozione dell’85,5%, seguiti da Qatar con 58,47% e Oman con 54,06%. Nella top ten figurano anche Singapore, Nauru, Arabia Saudita, Regno Unito, Paesi Bassi, Giordania e Francia. Cybernews collega il peso dei Paesi del Golfo a fattori come le restrizioni statali sui contenuti online, i blocchi su alcuni servizi VoIP e la necessità, molto diffusa nelle grandi comunità di espatriati, di comunicare con l’estero.
Il dato più interessante, però, riguarda l’Europa, che nel 2025 appare come l’area più dinamica tra quelle osservate. Regno Unito, Paesi Bassi e Francia entrano nella top 10 mondiale, mentre nel complesso sette dei primi venti Paesi appartengono al continente europeo. Il report segnala una crescita costante anche nel Nord Europa e nei Paesi baltici, con la Francia che guadagna 12 posizioni rispetto alla rilevazione precedente e si porta al decimo posto globale con un tasso di adozione del 20,71%.
Nei Paesi del G7 il quadro resta molto disomogeneo. Il Regno Unito è settimo al mondo con 27,48%, la Francia è decima con 20,71%, la Germania quindicesima con 17,93%, il Canada diciottesimo con 16,68% e gli Stati Uniti ventunesimi con 16,20%. Più indietro Italia, al 61° posto con 6,60%, e Giappone, all’81° posto con 4,08%. Gli Stati Uniti continuano a esprimere i volumi assoluti più alti, ma i download sono passati da 63,4 milioni nel 2024 a 54,1 milioni nel 2025. In Italia, invece, il report indica 3,7 milioni di download nel 2025, in calo rispetto ai 4,2 milioni del 2024.
Le flessioni più nette si concentrano in contesti politici o regolatori più instabili. Myanmar perde 19,36 punti percentuali in un anno, Nauru ne perde 17,13 e la Russia registra un calo di 12,28 punti percentuali. Tra i Paesi con le diminuzioni più marcate figurano anche Lussemburgo e Bielorussia. Il report non offre una spiegazione unica per ogni caso, ma collega spesso le oscillazioni più brusche a cambiamenti normativi, conflitti o trasformazioni improvvise del contesto digitale locale.
Sul fondo della classifica si trovano soprattutto Paesi africani. Gli ultimi dieci posti includono Vanuatu, Costa d’Avorio, Zimbabwe, Ruanda, Camerun, Zambia, Angola, Repubblica Democratica del Congo, Malawi e Cina. Per la Cina, però, Cybernews sottolinea un limite metodologico importante: il Google Play Store è bloccato e l’accesso all’Apple App Store è soggetto a restrizioni, quindi una parte significativa dell’uso reale delle VPN non compare nel dataset.






Scrivi una risposta