Cybersecurity: l’UE investe 145 milioni di euro. Check Point: “Serve un uso strategico dei fondi e focus su GenAI”

La Commissione Europea ha annunciato un finanziamento da 145,5 milioni di euro destinato al rafforzamento della cybersecurity nei Paesi membri, con un’attenzione particolare agli ospedali, ai fornitori di servizi sanitari e alla promozione dell’intelligenza artificiale generativa nelle strategie di difesa. Il commento di Peter Sandkuijl, VP EMEA Engineering e Evangelist di Check Point Software, invita alla cautela: i fondi sono importanti, ma devono essere usati in modo mirato per essere davvero efficaci.

Un passo importante, ma non sufficiente senza una strategia chiara

Secondo Sandkuijl, il sostegno dell’UE è fondamentale soprattutto per i settori più esposti e vulnerabili, come le piccole imprese e le strutture sanitarie. Realtà che, pur essendo strategiche, non hanno spesso né risorse economiche né competenze adeguate per proteggersi da minacce sempre più sofisticate.

Il rischio, avverte, è che la cifra stanziata possa risultare insufficiente se non gestita con attenzione: “Il panorama delle minacce nei 27 Stati membri è estremamente eterogeneo e complesso. Una distribuzione frammentata dei fondi potrebbe ridurre drasticamente l’impatto positivo dell’investimento”.

Sandkuijl sottolinea come molte strutture sanitarie, oggi, siano ancora frenate da infrastrutture obsolete e da un alto debito tecnico. Per questo motivo, l’allocazione delle risorse dovrebbe privilegiare interventi mirati, capaci di modernizzare rapidamente i sistemi più esposti.

Intelligenza artificiale generativa: risorsa strategica, ma servono competenze

Un altro pilastro dell’annuncio riguarda l’impiego dell’IA generativa nella sicurezza informatica, tema su cui Check Point lavora attivamente con strumenti come Infinity AI Copilot. Secondo Sandkuijl, l’intelligenza artificiale può automatizzare l’analisi delle minacce, ottimizzare le policy di sicurezza e ridurre drasticamente i tempi di risposta agli incidenti.

Ma, avverte, non basta integrare tecnologie avanzate: “Servono investimenti mirati, partnership pubblico-private e sviluppo di talenti. Senza una base solida di competenze e innovazione, l’Europa rischia di restare indietro”.

L’Europa può guidare un modello di IA affidabile e trasparente

Sandkuijl conclude indicando una direzione chiara per l’UE: diventare leader mondiale di una cybersecurity basata su intelligenza artificiale affidabile, trasparente e collaborativa. Per riuscirci, sarà necessario:

  • accelerare l’adozione di soluzioni collaudate
  • promuovere la cooperazione tra industrie e istituzioni
  • investire nella formazione della prossima generazione di professionisti della sicurezza

L’annuncio della Commissione rappresenta quindi un’occasione decisiva. Ma sarà l’efficienza dell’implementazione a determinare il reale impatto dell’investimento sulla resilienza digitale europea.

Sicurezza Informatica
Lo staff di Sicurezza Informatica.