Formazione ibrida in cybersecurity: perché online e aula fisica servono entrambi

La crescita della formazione digitale ha cambiato in modo profondo il modo in cui i professionisti della cybersecurity aggiornano le proprie competenze. I corsi online permettono di accedere più facilmente a contenuti tecnici, riducono costi e vincoli logistici, e consentono di adattare il ritmo di studio alle esigenze individuali. Allo stesso tempo, l’aula fisica mantiene un ruolo rilevante, soprattutto quando il percorso richiede confronto diretto, laboratori pratici e feedback immediato.

Il tema emerge dall’analisi pubblicata da Kaspersky il 30 aprile 2026, che parte dai dati del report “The portrait of a modern information security professional”. Secondo l’azienda, l’80% dei professionisti della sicurezza informatica in Russia preferisce l’apprendimento online; percentuali elevate si registrano anche in America Latina, con il 77%, e nella regione META, con il 73%. In Europa, invece, la situazione appare più equilibrata, con una leggera preferenza per i format in presenza.

Il falso dilemma tra formazione online e formazione in presenza

La contrapposizione tra formazione online e formazione offline rischia di semplificare troppo un tema più complesso. Nella cybersecurity, la scelta del modello formativo dipende dal ruolo, dal livello di esperienza, dagli obiettivi dell’azienda e dal tipo di competenze da sviluppare.

L’online offre vantaggi evidenti quando serve distribuire rapidamente contenuti a team geograficamente dispersi. In un settore nel quale minacce, tecniche di attacco e strumenti difensivi cambiano con grande velocità, la possibilità di aggiornare un modulo formativo e renderlo subito disponibile rappresenta un elemento operativo importante.

L’aula fisica, però, conserva un valore specifico. Nei percorsi più avanzati, il confronto con docenti e colleghi può favorire una partecipazione più attiva. Questo vale in particolare per attività come malware analysis, incident response, threat hunting, sicurezza industriale e valutazione della sicurezza di sistemi software o AI, ambiti nei quali Kaspersky propone diversi percorsi formativi dedicati.

Perché l’online funziona in molte aree del mondo

La preferenza per la formazione online in alcune regioni risponde a ragioni concrete. Le aziende con team distribuiti su territori molto estesi hanno bisogno di percorsi accessibili senza spostamenti continui. La formazione digitale riduce i costi di viaggio, sede e logistica, e permette a più persone di partecipare allo stesso programma.

C’è anche un fattore culturale e organizzativo. Dopo la diffusione del lavoro da remoto, molti professionisti hanno acquisito maggiore familiarità con strumenti digitali, classi virtuali e modalità di studio autonome. Per chi possiede una buona capacità di autogestione, l’apprendimento online può risultare più efficiente rispetto ai modelli tradizionali.

Nel campo della sicurezza informatica questo aspetto conta molto. Le competenze diventano obsolete più rapidamente rispetto ad altri settori tecnici. Un analista SOC, un threat hunter o un esperto di risposta agli incidenti devono restare aggiornati su vulnerabilità, tecniche di attacco, strumenti di rilevamento e procedure operative.

Perché l’aula resta importante nella cybersecurity

La formazione in presenza risponde a bisogni diversi. Un’aula fisica offre un contesto strutturato, riduce le distrazioni digitali e rende più naturale il confronto tra partecipanti. Per molti professionisti, questo ambiente aiuta a mantenere alta l’attenzione e rafforza il senso di responsabilità verso il percorso formativo.

Il punto diventa ancora più rilevante quando il corso prevede prove pratiche, simulazioni o certificazioni. In questi casi, il contatto diretto con un docente e la possibilità di ricevere feedback immediato possono fare la differenza. La cybersecurity richiede conoscenze teoriche, ma anche capacità operative: riconoscere un attacco, analizzare un campione malevolo, ricostruire un incidente, valutare la sicurezza di un’infrastruttura.

Kaspersky stessa descrive i format offline come percorsi immersivi con interazione diretta con esperti, adattabili alle esigenze delle organizzazioni. La formazione a distanza, invece, viene presentata come un modello che unisce confronto con gli esperti e partecipazione da remoto, attraverso workshop online interattivi.

Il modello ibrido come risposta più realistica

La formazione ibrida appare quindi come il modello più adatto a colmare il divario tra accessibilità e profondità. La parte online può coprire le basi teoriche, gli aggiornamenti frequenti e i contenuti da fruire secondo il proprio ritmo. Le sessioni in presenza possono poi concentrarsi su esercitazioni, simulazioni, casi reali e confronto tecnico.

Questo approccio riduce il rischio di trattare la formazione come un semplice adempimento. Un percorso ibrido ben progettato permette di collegare teoria e pratica, con una progressione più coerente: prima lo studio individuale, poi l’applicazione guidata, infine la verifica delle competenze.

Il tema si lega anche alla carenza di professionisti qualificati. Nel materiale dedicato a Cyber Pathways, Kaspersky cita una ricerca secondo cui il 41% delle aziende dichiara team di sicurezza informatica significativamente sotto organico, soprattutto per mancanza di profili qualificati. Il 49% degli esperti ritiene inoltre necessario aumentare la formazione pratica per migliorare le proprie competenze e avvicinarsi a campi più complessi.

Una questione di competenze, non solo di formato

Per le aziende, la domanda principale non riguarda più la scelta tra online e aula fisica. Il nodo riguarda la costruzione di percorsi capaci di produrre competenze misurabili. Un modulo digitale può essere efficace per aggiornare le conoscenze su una nuova minaccia. Un laboratorio in presenza può essere più adatto per verificare come un team reagisce a un incidente simulato.

Nella cybersecurity, la formazione deve tenere insieme rapidità, profondità e pratica. Il modello ibrido risponde a questa esigenza perché combina accessibilità digitale, interazione umana e applicazione concreta. In un mercato segnato da carenza di competenze e da minacce sempre più complesse, la qualità del percorso formativo diventa parte integrante della postura di sicurezza di un’organizzazione.

Sicurezza Informatica
Lo staff di Sicurezza Informatica.