Rischio cyber, perdite fino a 30 milioni di euro l’anno per le aziende italiane

Secure Future Group presenta a Cybertech Europe 2026 la piattaforma AEGIS, che quantifica l’esposizione economica agli attacchi informatici. Le stime riguardano industria, tecnologia, finanza ed energia.

Un attacco informatico può costare a un’azienda italiana da alcune centinaia di migliaia a decine di milioni di euro. Le conseguenze economiche non riguardano soltanto il ripristino dei sistemi compromessi, ma comprendono interruzioni operative, perdita di dati, danni reputazionali, riduzione della produttività e costi normativi. A quantificare la potenziale esposizione delle organizzazioni è Secure Future Group, che presenta la piattaforma AEGIS in occasione di Cybertech Europe 2026, in programma a Roma il 13 e 14 ottobre.

Secondo il rapporto Cost of a Data Breach 2025 di IBM, il costo medio globale di una violazione dei dati ha raggiunto 4,44 milioni di dollari nel 2025, con una diminuzione del 9% rispetto all’anno precedente. Il Rapporto Clusit 2026 evidenzia invece che l’Italia ha rappresentato il 9,6% degli incidenti informatici gravi rilevati a livello mondiale nel 2025, con un incremento del 42% rispetto al 2024.

Quanto costa il rischio cyber alle aziende italiane

Le elaborazioni effettuate da Secure Future Group attraverso AEGIS forniscono alcune stime del rischio economico annuale per quattro settori produttivi. Le cifre variano in base alle dimensioni aziendali, alle caratteristiche dell’attività e al livello di maturità delle misure di sicurezza informatica.

Industria manifatturiera: perdite potenziali fino a 4 milioni di euro

Per un’azienda manifatturiera italiana con un fatturato tra 10 e 50 milioni di euro, AEGIS stima una potenziale perdita annuale compresa tra 800.000 euro e 4 milioni di euro.

La vulnerabilità delle imprese industriali riguarda soprattutto la continuità produttiva. Un attacco ransomware, ad esempio, può rendere indisponibili sistemi gestionali, infrastrutture informatiche e processi necessari alla produzione, con effetti sulle consegne e sui rapporti con i fornitori.

L’impatto può risultare particolarmente rilevante nei comparti della componentistica, della chimica e della produzione industriale.

Aziende software e SaaS: fino a 1,2 milioni di euro

Nel settore tecnologico, una società italiana che offre software come servizio (SaaS), con ricavi compresi tra 1 e 10 milioni di euro, presenta un’esposizione economica annuale stimata tra 300.000 euro e 1,2 milioni di euro.

Per queste organizzazioni, la disponibilità dei servizi e la protezione dei dati dei clienti rappresentano elementi essenziali del modello di business.

Un incidente informatico può causare interruzioni delle piattaforme, compromissioni degli account, violazioni dei dati personali e possibili contestazioni contrattuali. Alle spese tecniche possono aggiungersi la perdita di clienti e i costi necessari per la gestione dell’incidente.

Banche e finanza: il rischio arriva a 30 milioni di euro

Le stime più elevate riguardano il settore bancario e finanziario. Per un’organizzazione italiana con ricavi compresi tra 100 e 500 milioni di euro, la piattaforma AEGIS quantifica una potenziale perdita annuale tra 8 e 30 milioni di euro.

L’esposizione dipende dalla criticità dei servizi, dalla sensibilità dei dati trattati e dalle conseguenze di un’interruzione dei sistemi.

Il comparto opera inoltre in un contesto regolamentare articolato, nel quale assumono rilievo il regolamento DORA per la resilienza operativa digitale, la direttiva NIS2, quando applicabile, e le disposizioni della PSD2 sui servizi di pagamento.

Un incidente può quindi avere conseguenze economiche, operative e reputazionali, oltre a richiedere interventi di gestione e comunicazione nei confronti delle autorità competenti.

Energia e infrastrutture OT: perdite fino a 10,5 milioni di euro

Per un’utility italiana con fatturato tra 50 e 100 milioni di euro, AEGIS stima un’esposizione annuale compresa tra 2,5 e 10,5 milioni di euro.

In questo settore assumono particolare importanza i sistemi di Operational Technology (OT), utilizzati per controllare impianti, macchinari e processi fisici.

Un attacco che compromette un’infrastruttura industriale può determinare fermi operativi, danni agli impianti e interruzioni dei servizi essenziali. Le conseguenze possono estendersi alla catena di approvvigionamento e, nei casi più gravi, alla sicurezza pubblica.

Le cifre comunicate da Secure Future Group rappresentano stime modellistiche dell’esposizione annuale al rischio, non perdite effettivamente subite dalle aziende. La società non specifica nel comunicato i parametri statistici completi utilizzati per produrre questi intervalli, che non costituiscono quindi previsioni verificabili per una singola impresa.

Che cos’è la Cyber Risk Quantification

La Cyber Risk Quantification (CRQ) è un approccio alla gestione della sicurezza informatica che permette di esprimere il rischio cyber attraverso valori monetari.

A differenza delle valutazioni che classificano i rischi soltanto come bassi, medi o alti, la quantificazione economica prova a stimare le perdite associate ai possibili incidenti, sulla base della loro probabilità e delle conseguenze previste.

L’obiettivo è fornire informazioni utili sia ai responsabili della sicurezza, come i Chief Information Security Officer (CISO), sia alle figure aziendali che definiscono budget e investimenti, come i Chief Financial Officer (CFO).

Una valutazione economica può aiutare a confrontare il costo di una misura di protezione con la potenziale riduzione del rischio. I risultati restano tuttavia soggetti all’incertezza delle ipotesi e alla qualità dei dati disponibili.

Come funziona AEGIS, la piattaforma di Secure Future Group

AEGIS è la soluzione di Cyber Risk Quantification sviluppata da Secure Future Group per stimare in termini economici l’esposizione informatica delle organizzazioni.

Secondo quanto illustrato dall’azienda, la piattaforma raccoglie informazioni sull’infrastruttura e sulle misure di sicurezza attraverso questionari di maturità, analisi dei dati e informazioni provenienti dall’ecosistema tecnologico aziendale.

Il sistema elabora successivamente le stime economiche attraverso tre scenari: tipico, avverso e grave. Queste valutazioni permettono di esaminare l’impatto potenziale degli incidenti a diversi livelli di severità.

Sulla base dei risultati, AEGIS propone interventi di remediation, misure di mitigazione, investimenti e iniziative di conformità normativa.

La piattaforma intende affrontare anche uno dei problemi che Secure Future Group identifica nella gestione del rischio informatico: la frammentazione delle informazioni tra reparti tecnici, funzioni finanziarie e responsabili della conformità.

La gestione del rischio cyber entra nelle decisioni aziendali

Per Lorenzo Mazzei, CEO di Secure Future Group, la possibilità di attribuire un valore economico all’esposizione informatica costituisce uno strumento per avvicinare le esigenze della sicurezza alle decisioni strategiche.

«In un contesto in cui le minacce informatiche evolvono più rapidamente che mai, la quantificazione del rischio cyber rappresenta il linguaggio comune tra sicurezza e business. Trasformare il rischio in dati economici misurabili permette alle organizzazioni di prendere decisioni più rapide, consapevoli ed efficaci, fornendo al board una visione chiara dell’esposizione aziendale e dei potenziali impatti», dichiara Mazzei.

Secondo il CEO, questo approccio permette inoltre di valutare il rapporto tra rischi, opportunità e investimenti attraverso criteri economici.

La piattaforma AEGIS sarà presentata in occasione di Cybertech Europe 2026, che si terrà il 13 e 14 ottobre al centro congressi La Nuvola di Roma. L’evento riunisce aziende, specialisti e rappresentanti istituzionali per affrontare le principali questioni relative alla sicurezza informatica, alle infrastrutture critiche e alla resilienza digitale.

"
Sicurezza Informatica
Lo staff di Sicurezza Informatica.