Tailscale 1.104.4 corregge le falle di Tailscale SSH: aggiornare subito

Logo ufficiale di Tailscale, servizio di rete privata usato per l'accesso remoto ai server
Immagine: Wikimedia Commons.

Tailscale ha rilasciato Tailscale 1.104.4, la versione del client che corregge le falle di Tailscale SSH confermate nei giorni scorsi. L’aggiornamento accompagna quattro nuovi bollettini di sicurezza, da TS-2026-014 a TS-2026-017, che descrivono problemi di escalation dei privilegi, un possibile blocco per esaurimento della memoria e due difetti della funzione tailscale serve. L’azienda invita chi usa Tailscale SSH o Tailscale Serve ad aggiornare alla 1.104.4 o a una versione successiva.

Logo ufficiale di Tailscale, che ha rilasciato la versione 1.104.4 con le correzioni per Tailscale SSH
Immagine: Wikimedia Commons.

Cosa corregge Tailscale 1.104.4

Secondo i bollettini pubblicati da Tailscale, la versione 1.104.4 risolve quattro problemi:

  • TS-2026-014: l’inoltro dei socket Unix in Tailscale SSH veniva eseguito con privilegi di root. Un utente autenticato, a cui le regole di accesso consentono l’inoltro, poteva così raggiungere socket riservati a root, come quello di Docker o l’API locale di tailscaled.
  • TS-2026-015: una sessione SSH autorizzata poteva far crescere senza limiti la memoria usata dal processo tailscaled, fino a farlo chiudere dal sistema e interrompere tutte le connessioni Tailscale del dispositivo.
  • TS-2026-016: con tailscale serve configurato verso socket Unix, era possibile raggiungere socket privilegiati, inclusa l’API locale di tailscaled, con il rischio di prendere il controllo del nodo.
  • TS-2026-017: con Serve in TLS e più percorsi configurati sullo stesso nodo, una condizione di concorrenza in HTTP/2 poteva inviare a un’applicazione le autorizzazioni destinate a un’altra.

Ora l’inoltro dei socket avviene con i permessi dell’utente che ha effettuato l’accesso e non più come root. Come segnala The Hacker News, al momento i bollettini non riportano identificativi CVE né punteggi di gravità.

Chi è esposto e quali sono i limiti

Le falle non consentono a un attaccante non autenticato di collegarsi a server Tailscale SSH qualsiasi. Per sfruttarle serve già un punto d’appoggio: il controllo di un dispositivo che le regole della rete autorizzano ad aprire una sessione SSH verso il bersaglio, con l’inoltro consentito. Il server Tailscale SSH gira solo su Linux e sulla versione open source per macOS. Né Tailscale né la ricercatrice affermano che le falle siano state sfruttate in attacchi reali.

I problemi erano emersi con il rapporto Tailworm di Erica Windisch (Cyberdione Labs), pubblicato senza coordinare la divulgazione con l’azienda, come avevamo raccontato nell’articolo sulle 11 falle di Tailscale SSH segnalate. Tailscale aveva poi confermato le falle annunciando la patch. L’azienda respinge la definizione di “worm”: secondo Tailscale si tratta di movimenti laterali limitati alle connessioni già permesse dalle regole di accesso.

Come proteggersi: aggiornare Tailscale 1.104.4 e rivedere le regole

  • Aggiornare subito i server con Tailscale SSH o Tailscale Serve alla versione 1.104.4 o successiva.
  • Se non è possibile aggiornare, disattivare l’inoltro SSH impostando TS_SSH_DISABLE_FORWARDING=1 nell’ambiente del servizio tailscaled e riavviandolo: secondo Tailscale blocca l’inoltro senza spegnere Tailscale SSH.
  • Rivedere le regole di accesso SSH, limitandole a utenti e dispositivi che ne hanno davvero bisogno.
  • Valutare la modalità check per i sistemi sensibili, ricordando però che non blocca queste falle, perché l’inoltro avviene dentro una sessione già approvata.
  • In caso di sospetta compromissione, il solo aggiornamento non basta: secondo il rapporto Tailworm la chiave di un dispositivo rubata resta valida finché il dispositivo non viene eliminato dal pannello di controllo.

Il caso headscale resta aperto

I bollettini di Tailscale non coprono headscale, il server di controllo self-hosted sviluppato in modo indipendente. Secondo il rapporto Tailworm, ripreso da The Hacker News, su headscale l’inoltro SSH è concesso a ogni sessione accettata e non può essere disattivato dalle regole, e la versione più recente, la 0.29.5 del 13 ottobre, non corregge i problemi segnalati. Chi usa headscale dovrebbe quindi trattare con particolare prudenza ogni permesso SSH concesso.

Fonti: Tailscale, The Hacker News.

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Sicurezza Informatica
Lo staff di Sicurezza Informatica.