Gen Z e istruzione, il 18% vede nei tutor AI una tecnologia promettente

In vista della Giornata mondiale degli insegnanti del 5 ottobre, Kaspersky ha pubblicato i risultati di uno studio sulle aspettative legate all’intelligenza artificiale nell’istruzione. La Generazione Z mostra un interesse superiore a quello delle altre fasce d’età per tecnologie come i tutor AI personalizzati e le aule con realtà virtuale o aumentata.

La ricerca è stata condotta nel marzo 2026 dal centro di ricerche di mercato di Kaspersky. Hanno partecipato 7.200 persone di 18 Paesi, Italia compresa. I risultati descrivono le opinioni degli intervistati a livello complessivo: il comunicato non fornisce una ripartizione specifica dei dati per il nostro Paese.

Tutor AI e aule immersive: le aspettative della Gen Z

Tra gli intervistati della Generazione Z, il 18% considera i tutor personalizzati basati sull’AI una delle tecnologie più promettenti per il futuro dell’istruzione. La quota raggiunge il 16% nel campione complessivo. Il 14% della Gen Z indica invece le aule in realtà virtuale o aumentata con assistenti AI, contro il 12% degli intervistati nel loro insieme.

L’interesse si inserisce in un cambiamento già percepito dagli studenti: il 68% degli intervistati della Gen Z afferma che negli ultimi cinque anni la tecnologia è diventata più presente nella propria esperienza formativa. Nel campione complessivo, la percentuale è del 55%.

I tutor AI potrebbero aiutare gli studenti a seguire i propri ritmi, ricevere spiegazioni personalizzate e fare esercizi in base alle proprie esigenze. Le tecnologie VR e AR, invece, possono rendere più interattivi alcuni contenuti. Secondo Kaspersky, tuttavia, il loro impiego nella scuola richiede supervisione umana, attenzione all’etica e alla protezione dei dati, oltre a un impegno costante nello sviluppo delle competenze.

Alfabetizzazione AI e protezione dei dati

Con la diffusione degli strumenti di intelligenza artificiale, studenti e insegnanti hanno bisogno di competenze che consentano loro di valutarne le risposte e comprenderne i limiti. Kaspersky suggerisce tre accorgimenti:

  • Verificare le informazioni: le risposte generate dall’AI possono contenere errori, dati non aggiornati o informazioni fuori contesto. I fatti rilevanti vanno confrontati con fonti affidabili.
  • Mantenere il ruolo delle competenze umane: l’AI può offrire spiegazioni e feedback, ma pensiero critico, analisi autonoma e guida degli insegnanti restano essenziali.
  • Proteggere i dati personali: prima di inserire informazioni nelle piattaforme di AI, è opportuno valutare come potrebbero essere usate e controllare le impostazioni sulla privacy disponibili.

Kaspersky richiama inoltre l’importanza delle competenze di sicurezza informatica. Tra le risorse citate dall’azienda figurano il corso online Cyberhygiene, una serie di corsi sull’uso responsabile dell’AI nella formazione e la guida Digital Schoolbag, rivolta a genitori e bambini.

Evgeniya Russkikh, Head of Academic Affairs di Kaspersky, osserva che la richiesta di esperienze di apprendimento più personalizzate deve accompagnarsi allo sviluppo del pensiero critico e della capacità di risolvere problemi in autonomia. Per usare l’AI in modo efficace, studenti e docenti devono saper verificare le informazioni e riconoscere i limiti dei sistemi.

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Sicurezza Informatica
Lo staff di Sicurezza Informatica.