Check Point Research segnala un aumento del 42% dei nuovi domini collegati ad Amazon tra luglio e settembre 2026. Nel mirino credenziali, dati personali e informazioni di pagamento degli utenti.
La Festa delle Offerte Prime di Amazon del 6 e 7 ottobre 2026 attira l’attenzione non soltanto degli acquirenti. Check Point Research ha rilevato una crescita delle attività informatiche che sfruttano il marchio Amazon attraverso domini falsi, pagine di phishing e campagne e-mail costruite per sottrarre credenziali e dati finanziari.
Secondo i dati della società di sicurezza, le nuove registrazioni di domini legati ad Amazon e al Prime Day sono passate da 905 nel luglio 2026 a 1.284 nel settembre 2026, con un aumento del 42% in due mesi. Rispetto ai 937 domini registrati nel settembre 2025, la crescita su base annua raggiunge il 37%.
Amazon ha confermato che la Festa delle Offerte Prime italiana si svolge il 6 e 7 ottobre, per un totale di 48 ore di promozioni dedicate ai clienti Prime.
Un nuovo dominio su 16 è sospetto o malevolo
Il dato più rilevante riguarda la qualità dei domini registrati. Nel settembre 2026 il 6,5% dei nuovi domini associati ad Amazon e al Prime Day è stato classificato da Check Point ThreatCloud come sospetto o malevolo. In termini pratici, si tratta di circa un dominio ogni 16.
Tra gli indirizzi individuati dai ricercatori compaiono nomi costruiti appositamente per ricordare servizi ufficiali di Amazon, come:
amazonprime-support[.]comprimevideoamazon[.]comvideoamazonprime[.]comprime-amazonfr[.]comamazonprimeusa[.]comamazonprimewindows[.]com
La presenza delle parole “Amazon” e “Prime” nell’indirizzo non rappresenta quindi una garanzia di autenticità. Gli attaccanti sfruttano nomi plausibili proprio per ridurre i sospetti delle potenziali vittime.
Pagine Amazon false per rubare password e carte
Check Point Research ha identificato anche pagine di accesso contraffatte che imitano Amazon, rivolte a utenti di diversi Paesi, tra i quali Regno Unito, Giappone e Vietnam.
L’obiettivo consiste nel convincere la vittima a inserire credenziali Amazon, informazioni personali o dati di pagamento all’interno di un sito controllato dagli attaccanti.
La ricerca descrive inoltre infrastrutture più articolate. Un gruppo denominato “AmazonShopping/ShoppingOnAmazon Numbered Network” comprendeva undici domini collegati tra loro, dieci dei quali classificati come malevoli. Un secondo cluster, chiamato “AmazonGlobal Numbered Domains”, comprendeva cinque domini dalla struttura simile, tutti giudicati pericolosi.
Non si tratta quindi sempre di singole pagine create in modo isolato: alcune campagne utilizzano più domini coordinati che replicano negozi online, procedure di acquisto e schermate di pagamento.
Phishing via e-mail: buoni regalo e account bloccati
Nel settembre 2026 Check Point ha rilevato anche e-mail di phishing che imitavano comunicazioni di Amazon. Tra i temi utilizzati compaiono falsi buoni regalo gratuiti e avvisi che segnalano un presunto blocco dell’account.
Il meccanismo punta spesso sul senso di urgenza. Un messaggio può chiedere all’utente di verificare subito l’account, confermare una transazione o riscattare un’offerta attraverso un collegamento esterno. Il link conduce poi verso infrastrutture create per acquisire informazioni riservate.
Altre campagne possono nascondere malware dietro fatture, notifiche di consegna o comunicazioni relative a rimborsi.
L’intelligenza artificiale rende meno evidenti alcuni segnali del phishing
Un altro elemento riguarda l’uso dell’intelligenza artificiale generativa. Secondo Check Point Research, questi strumenti permettono ai criminali di produrre testi più credibili e adattati alla lingua della vittima, oltre a facilitare la realizzazione di copie convincenti dei siti web.
Per questo motivo gli errori grammaticali, le traduzioni approssimative e le formulazioni innaturali, che in passato rappresentavano spesso un segnale utile per riconoscere un messaggio fraudolento, non possono più essere considerati indicatori sufficienti.
Aumentano anche gli attacchi contro i servizi finanziari
La ricerca prende in esame anche i settori che supportano le transazioni del commercio elettronico.
Nel settembre 2026 le organizzazioni dei servizi finanziari hanno registrato in media 2.650 attacchi informatici a settimana per organizzazione, con un incremento del 14% rispetto ad agosto e del 66% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Nello stesso intervallo, l’incremento registrato nell’insieme dei settori a livello globale è stato del 48%, secondo i dati di Check Point.
Anche il comparto dei beni e servizi di consumo ha mostrato una crescita: la media ha raggiunto 2.578 attacchi settimanali per organizzazione, il 22% in più rispetto al mese precedente e il 52% in più su base annua.
Come riconoscere le truffe durante il Prime Day
Check Point Research consiglia innanzitutto di accedere ad Amazon dal sito ufficiale o direttamente dall’app, senza utilizzare collegamenti ricevuti tramite e-mail, SMS o pubblicità sospette sui social network.
Prima di inserire password o dati di pagamento è importante controllare con attenzione il dominio visualizzato nel browser. È inoltre consigliabile attivare l’autenticazione a più fattori, quando disponibile, e diffidare delle offerte che impongono decisioni immediate o che promettono condizioni difficili da giustificare.
La presenza di testi grammaticalmente corretti non basta più per valutare l’affidabilità di una comunicazione. È preferibile verificare direttamente nell’account Amazon l’esistenza di un ordine, di un rimborso o di un problema segnalato via e-mail.
Dopo gli acquisti online resta utile anche controllare i movimenti della carta e del conto corrente, così da individuare rapidamente eventuali operazioni non riconosciute.











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