L’intelligenza artificiale generativa accelera frodi e truffe digitali: l’allarme del World Economic Forum

La rapida diffusione degli strumenti di intelligenza artificiale generativa sta modificando in profondità il panorama delle minacce informatiche. Secondo un recente rapporto del World Economic Forum, nel 2026 le frodi digitali e gli attacchi di impersonificazione sostenuti dall’AI cresceranno in modo significativo, superando per impatto e frequenza minacce che fino a poco tempo fa dominavano l’agenda della sicurezza, come il ransomware.

Lo studio evidenzia come il rischio cyber non riguardi più soltanto le infrastrutture aziendali, ma coinvolga in maniera diretta anche i consumatori, sempre più esposti a furti di identità, truffe personalizzate e campagne di social engineering sofisticate.

Frodi cyber al primo posto tra le preoccupazioni dei CEO

Dai dati raccolti dal World Economic Forum emerge un cambio netto di priorità. Il 73% dei CEO intervistati dichiara di aver subito, direttamente o tramite persone del proprio contesto professionale o familiare, episodi di frode informatica nel corso del 2025. Il 62% segnala casi di phishing, vishing o smishing, mentre il 37% riporta frodi legate a fatture o pagamenti e il 32% episodi di furto di identità.

Le vulnerabilità legate all’AI e le frodi cyber-abilitate risultano oggi la principale fonte di preoccupazione per i vertici aziendali, superando il ransomware, che solo un anno prima rappresentava il rischio dominante.

Consumatori sotto pressione: cresce il timore del furto di identità

La stessa tendenza si riflette sul fronte dei cittadini. Un report di Experian indica che il 68% dei consumatori considera il furto di identità la minaccia principale, seguito dal furto dei dati delle carte di credito, citato dal 61% degli intervistati. Un livello di allerta che testimonia una percezione di vulnerabilità in aumento, alimentata dall’uso sempre più diffuso dell’AI nelle attività criminali.

Secondo i dati della Federal Trade Commission, nel solo 2024 le perdite economiche dovute a frodi hanno raggiunto 12,5 miliardi di dollari, con un incremento annuo del 25%.

L’AI come moltiplicatore di truffe e impersonificazioni

Konstantin Levinzon, co-fondatore di Planet VPN, sottolinea come l’AI stia abbassando drasticamente le barriere di ingresso per i cybercriminali. Le nuove tecnologie consentono di tradurre e localizzare le truffe in tempo reale, rendere le impersonificazioni più credibili e realizzare attacchi basati su deepfake iper-realistici.

Questa evoluzione permette a gruppi criminali attivi su scala locale di colpire utenti in tutto il mondo, utilizzando lingue e riferimenti culturali specifici. Il risultato è una diffusione più rapida delle campagne fraudolente e una maggiore difficoltà, per piattaforme e autorità di regolamentazione, nel contrastare operazioni coordinate di manipolazione e disinformazione.

Il World Economic Forum evidenzia inoltre un impatto particolarmente rilevante su donne e minori, sempre più spesso bersaglio di abusi digitali, impersonificazioni e utilizzo illecito di immagini sintetiche.

Carenza di competenze e uso dell’AI nelle aziende

Un altro elemento critico riguarda la carenza di professionisti della sicurezza informatica. Il WEF segnala che il 33% delle aziende in Europa e Asia Centrale e il 35% in Nord America lamentano la mancanza di competenze avanzate. In America Latina e in diversi Paesi africani, la percentuale sale fino al 70%.

L’AI può contribuire a colmare parte di questo divario, automatizzando alcune attività di difesa. Tuttavia, un’adozione non corretta introduce nuovi rischi, tra cui configurazioni errate, decisioni distorte, eccessiva fiducia nei sistemi automatici e maggiore esposizione a manipolazioni mirate.

Formazione e buone pratiche come prima linea di difesa

Secondo Levinzon, la risposta più efficace resta la formazione di utenti e dipendenti. Una maggiore consapevolezza riduce la probabilità di cadere in truffe, favorisce l’uso di password uniche e l’attivazione dell’autenticazione a più fattori. In questo contesto, anche strumenti come le VPN rientrano nelle pratiche di igiene digitale quotidiana.

Sicurezza Informatica
Lo staff di Sicurezza Informatica.