Con l’introduzione di un nuovo protocollo di disclosure, OpenAI si prepara a un futuro in cui l’intelligenza artificiale avrà un ruolo centrale nella sicurezza informatica globale
OpenAI ha annunciato l’adozione ufficiale di una Outbound Coordinated Disclosure Policy, una politica che definisce il modo in cui l’azienda segnala in modo responsabile le vulnerabilità scoperte nei software di terze parti, siano essi open-source o commerciali.
L’iniziativa riflette l’impegno dell’organizzazione verso un ecosistema digitale più sicuro, in linea con l’evoluzione delle sue tecnologie di intelligenza artificiale, sempre più capaci di individuare – e talvolta risolvere – vulnerabilità zero-day in codice altrui. Il nuovo approccio punta a codificare e standardizzare una pratica che OpenAI ritiene destinata a diventare essenziale nell’era dell’IA.
Una politica trasparente, collaborativa e ad alto impatto
Secondo quanto dichiarato da OpenAI, la nuova policy si basa su principi chiave: agire con impatto, cooperare con i maintainer, mantenere la riservatezza come impostazione predefinita, garantire scalabilità e fluidità, e fornire attribuzione quando rilevante. L’obiettivo è intervenire in modo utile e costruttivo, senza esporre inutilmente i rischi prima che i problemi vengano corretti.
La policy copre le vulnerabilità rilevate tramite:
- revisioni manuali e automatizzate del codice (incluso l’uso di strumenti AI),
- audit mirati sul software open-source utilizzato da OpenAI,
- attività interne che fanno emergere problemi nei software di terze parti.
Nessuna scadenza rigida, ma responsabilità condivisa
In un passaggio rilevante, OpenAI sottolinea di voler adottare un approccio “developer-friendly” riguardo alle tempistiche di disclosure: le segnalazioni non avranno un termine fisso, per tenere conto della complessità crescente delle vulnerabilità che l’IA sarà in grado di individuare. L’azienda si riserva comunque il diritto di divulgare pubblicamente le vulnerabilità in casi specifici, come quando l’interesse pubblico lo richiede.
Questa flessibilità serve a favorire una collaborazione più profonda con i team di sviluppo, per assicurare che le correzioni siano solide, sostenibili e ben documentate. OpenAI riconosce che il ciclo di scoperta e mitigazione delle falle evolverà con l’avanzare delle capacità delle sue AI, capaci di generare patch affidabili e valutare i rischi con maggiore precisione.
Un impegno continuo verso la sicurezza
OpenAI promette di migliorare progressivamente la propria politica di divulgazione, man mano che maturano esperienze e feedback. Per domande o segnalazioni legate al programma, è stato attivato un indirizzo dedicato: outbounddisclosures@openai.com.
In chiusura, l’organizzazione sottolinea che la sicurezza è un percorso, non un traguardo. “Siamo grati a vendor, ricercatori e membri della community che condividono con noi questo cammino”, si legge nel post ufficiale. La speranza è che una comunicazione trasparente contribuisca a un ecosistema digitale più sano e protetto per tutti.









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