Truffe GTA VI: falsi preordini, beta e token crypto

L’apertura dei preordini di Grand Theft Auto VI ha offerto ai criminali informatici una nuova occasione per colpire i giocatori. Kaspersky segnala la comparsa di siti contraffatti, pagine di pagamento fraudolente, presunte versioni beta e progetti legati alle criptovalute che sfruttano il nome e l’immagine del titolo Rockstar Games.

I preordini ufficiali di GTA VI sono iniziati il 25 giugno 2026. Il gioco arriverà il 19 novembre 2026 su PlayStation 5 e Xbox Series X|S. Rockstar non ha annunciato una beta pubblica né un programma che consenta di scaricare e provare il titolo prima dell’uscita.

Questo rende sospetta qualsiasi pagina che prometta accesso anticipato, file di installazione, beta esclusive o versioni per piattaforme diverse da quelle confermate.

Siti falsi imitano le pagine dei preordini ufficiali

La prima tecnica descritta da Kaspersky riguarda la creazione di siti web che riproducono lo stile grafico di GTA VI e dei negozi digitali ufficiali.

Le pagine possono includere trailer autentici, immagini promozionali, loghi, classificazioni per età, false recensioni e pulsanti che invitano a preordinare il gioco. La presenza di contenuti originali non certifica però l’affidabilità del sito: immagini e video ufficiali possono essere copiati in pochi minuti.

Dopo il clic sul pulsante per l’acquisto, la vittima raggiunge un modulo che richiede nome, indirizzo email, numero di telefono, indirizzo e altri dati personali. La fase successiva prevede l’inserimento delle informazioni della carta di pagamento.

Il gioco non viene consegnato. I dati raccolti possono invece servire per addebiti non autorizzati, furti di account, campagne di phishing successive o tentativi di impersonificazione.

Kaspersky riferisce di avere individuato pagine fraudolente in più lingue. Un sito in portoghese imitava un negozio PlayStation e chiedeva anche il CPF, il codice fiscale brasiliano, oltre ai dati della carta.

Il lucchetto del browser non garantisce che il sito sia autentico

Molti utenti associano il simbolo del lucchetto nella barra del browser alla sicurezza di un sito. In realtà, il protocollo HTTPS indica soltanto che la connessione tra il dispositivo e il server usa la cifratura.

Anche un sito di phishing può ottenere un certificato valido. Il lucchetto non dimostra che la pagina appartenga a Rockstar Games, PlayStation o Xbox.

Prima di effettuare un acquisto è quindi necessario controllare il dominio completo, non soltanto il logo o l’aspetto grafico. Piccole variazioni, lettere sostituite, trattini, sottodomini insoliti e indirizzi molto lunghi possono nascondere un sito contraffatto.

Per maggiore sicurezza, conviene raggiungere il negozio tramite il sito ufficiale di Rockstar Games, la console o le applicazioni ufficiali di PlayStation e Xbox. I preordini autentici risultano disponibili anche sulle rispettive pagine degli store.

Le false beta di GTA VI possono nascondere malware

Un secondo schema promette il download di una presunta versione beta di GTA VI.

Secondo Kaspersky, alcuni siti presentano il file come una fuga di notizie o una build riservata. Video pubblicati sulle piattaforme social mostrano false procedure di installazione e assicurano che il download sia sicuro. Commenti costruiti ad arte possono confermare che il file funziona, così da ridurre i dubbi degli utenti.

Rockstar Games non ha annunciato una beta pubblica. Altre società di sicurezza hanno rilevato campagne analoghe, con siti che promettono accesso VIP, beta inesistenti e file che imitano il gioco.

Il contenuto scaricato può installare:

  • infostealer per il furto di password, cookie e portafogli crypto;
  • trojan per il controllo remoto del dispositivo;
  • downloader che recuperano altri malware;
  • adware e programmi indesiderati;
  • strumenti che sottraggono sessioni già autenticate;
  • componenti che prendono di mira gli account di gioco.

Kaspersky aveva già rilevato oltre 4,45 milioni di tentativi di attacco associati a file dannosi o indesiderati mascherati con riferimenti alla serie Grand Theft Auto. Il dato riguardava l’intero franchise e non soltanto GTA VI, ma mostrava già il valore del marchio come esca per il cybercrime.

I tutorial video possono far parte della truffa

YouTube, TikTok, Discord, Telegram e altri social possono amplificare la diffusione dei falsi download.

Un video può mostrare un’installazione apparentemente riuscita, schermate del gioco, commenti positivi e istruzioni molto dettagliate. Nessuno di questi elementi prova che il file sia autentico.

Le sequenze mostrate possono provenire dai trailer ufficiali, da altri videogiochi, da montaggi o da interfacce create appositamente. Anche i commenti possono appartenere a profili controllati dagli stessi autori della frode.

Un altro segnale di rischio è la richiesta di disattivare antivirus, protezioni del browser o funzioni di sicurezza del sistema operativo. Le false guide possono sostenere che il software di protezione generi un errore, quando in realtà ha identificato un contenuto pericoloso.

GTA VI usato anche come esca per token e criptovalute

Kaspersky segnala anche siti che promuovono token il cui nome richiama GTA VI. Queste pagine possono usare logo, colori e immagini del gioco per creare un’associazione visiva con il prodotto ufficiale.

La presenza del marchio non implica alcun rapporto con Rockstar Games o Take-Two Interactive.

Le frodi crypto possono assumere forme diverse. Un sito può chiedere all’utente di acquistare un token privo di valore, inviare fondi a un indirizzo controllato dai criminali o collegare il proprio portafoglio.

La sola visita a una pagina non comporta automaticamente la perdita delle criptovalute. Il rischio aumenta quando l’utente firma una transazione, concede autorizzazioni a uno smart contract, comunica la frase di recupero oppure installa un’estensione o un’applicazione proposta dal sito.

Nessun servizio legittimo richiede la seed phrase di un portafoglio. Questa informazione consente il controllo completo dei fondi e non deve essere inserita in siti, moduli o chat.

Il falso senso di urgenza favorisce le frodi

Le campagne associate ai videogiochi più attesi puntano spesso sulla paura di perdere un’occasione.

Messaggi come “ultime copie”, “accesso disponibile solo oggi”, “beta riservata” o “prezzo bloccato per pochi minuti” spingono l’utente a decidere senza verifiche.

«Le uscite di giochi molto attese rappresentano da tempo opportunità significative per i criminali informatici», ha dichiarato Olga Altukhova, Senior Web Content Analyst di Kaspersky. Secondo l’esperta, l’entusiasmo e l’urgenza possono ridurre l’attenzione dedicata ai controlli prima dell’acquisto.

Il principio utile resta semplice: un preordine legittimo non richiede di ignorare segnali di rischio, installare file esterni o fornire dati tramite pagine raggiunte da link non verificati.

Come riconoscere una falsa offerta legata a GTA VI

Un singolo dettaglio anomalo non dimostra la presenza di una truffa. La combinazione di più elementi deve però aumentare la cautela.

Tra i principali segnali figurano:

  • promesse di beta pubbliche o accesso immediato;
  • file di GTA VI disponibili prima dell’uscita;
  • richieste di pagamento in criptovalute;
  • offerte presenti solo su un sito sconosciuto;
  • domini simili, ma non identici, a quelli ufficiali;
  • recensioni tutte positive e prive di dettagli;
  • contatori che impongono una scadenza ravvicinata;
  • richieste di disattivare le protezioni del dispositivo;
  • moduli che raccolgono dati non necessari;
  • video tutorial pubblicati da account recenti;
  • versioni per PC, smartphone o altre piattaforme non annunciate.

Al momento, Rockstar indica GTA VI per PlayStation 5 e Xbox Series X|S. Non risulta annunciata una versione PC ufficiale.

Come acquistare GTA VI senza esporsi a siti falsi

Il metodo più sicuro consiste nel partire dai canali ufficiali.

L’utente può verificare la disponibilità sul sito di Rockstar Games, sul PlayStation Store, sul Microsoft Store o presso i rivenditori selezionati indicati dal produttore.

È inoltre opportuno:

  • evitare link ricevuti tramite messaggi, commenti e pubblicità;
  • digitare direttamente l’indirizzo del sito;
  • controllare il dominio prima di inserire dati;
  • usare password diverse per gli account di gioco;
  • attivare l’autenticazione a più fattori;
  • preferire metodi di pagamento con strumenti di contestazione;
  • controllare le notifiche bancarie;
  • mantenere aggiornati browser e sistema operativo;
  • non eseguire file provenienti da siti non ufficiali.

Una carta virtuale o con limiti di spesa può ridurre l’impatto di un furto dei dati, ma non protegge dal furto dell’identità o delle credenziali. Non sostituisce quindi il controllo dell’autenticità del negozio.

Cosa fare dopo l’inserimento dei dati in un sito sospetto

Chi ha inserito i dati della carta deve contattare subito l’istituto di pagamento, bloccare lo strumento e verificare gli ultimi movimenti.

Se il sito ha raccolto una password, occorre modificarla anche sugli altri servizi nei quali compare la stessa combinazione. È inoltre necessario chiudere le sessioni attive e attivare l’autenticazione a più fattori.

Dopo il download o l’esecuzione di un file sospetto, è opportuno disconnettere il dispositivo dalla rete e avviare una scansione completa con strumenti aggiornati. Per gli account più importanti, la modifica delle password dovrebbe avvenire da un dispositivo considerato sicuro.

Nel caso di un portafoglio crypto, chi ha firmato autorizzazioni sospette deve revocarle. Se la seed phrase è stata comunicata, il portafoglio non può più essere considerato sicuro e i fondi devono essere trasferiti verso un nuovo wallet creato su un dispositivo affidabile.

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Sicurezza Informatica
Lo staff di Sicurezza Informatica.