Nuovo data breach nella finanza sudcoreana: Daishin Securities ha confermato la fuga dei dati personali di 38.490 clienti, secondo quanto riportato il 28 ottobre dall’agenzia Yonhap. Il data breach Daishin Securities si aggiunge a una serie di incidenti che nelle ultime settimane hanno colpito banche, assicurazioni, società di investimento e l’exchange di criptovalute Bithumb, e su cui stanno indagando le autorità di vigilanza di Seul.

Il data breach Daishin Securities: che cosa è successo
Secondo Yonhap e Aju Press, la società ha rilevato il 17 ottobre accessi anomali a un server usato per l’apertura dei conti a distanza legati ai servizi di gestione patrimoniale. Insieme al Financial Security Institute, l’ente coreano per la sicurezza del settore finanziario, ha analizzato per una decina di giorni circa 60.000 richieste camuffate, confermando il 26 ottobre la sottrazione dei dati.
Le informazioni coinvolte rientrano in otto categorie: nomi, indirizzi email e postali, identificativi di comunicazione, nomi delle banche, numeri di conto bancario, numeri di conto presso Daishin e numeri di cellulare. Secondo quanto riportato, i numeri di conto e di telefono erano cifrati. La società ha iniziato ad avvisare i clienti il 28 ottobre, ha promesso un risarcimento nei termini di legge e l’amministratore delegato Jin Seung-wook si è scusato pubblicamente.
Un data breach che si allarga ad altre società
Il caso Daishin non è isolato. Yonhap riferisce che anche Bithumb ha subito una fuga di alcuni dati dei clienti attraverso un attacco a un sistema mobile interno, e che le autorità hanno avviato un’ispezione su Mirae Asset Global Investments. Nei giorni precedenti erano emersi incidenti anche presso KB Kookmin Bank, dove il numero di clienti coinvolti è salito da 119 a 2.210, e Mirae Asset Life Insurance.
Già il 14 ottobre la Financial Services Commission aveva parlato di 16 società colpite e di circa 100.000 dati esposti. Secondo il Financial Supervisory Service, gli attaccanti hanno estratto le informazioni attraverso punti di accesso esterni privi di autenticazione, senza violare i database centrali. Una verifica su 555 operatori ha individuato carenze in 130 di loro. Lo scenario ricorda quanto segnalato da CrowdStrike sui rischi crescenti per il settore finanziario e casi recenti in Asia come il data breach di So-net in Giappone.
Cosa resta da chiarire
Le fonti disponibili non attribuiscono gli attacchi a un gruppo preciso e non chiariscono se i diversi incidenti siano collegati tra loro. Non risultano finora informazioni pubbliche su eventuali usi fraudolenti dei dati sottratti.
Consigli per chi ha un conto online
Chi riceve una notifica di violazione dovrebbe diffidare di telefonate, SMS ed email che citano i propri dati bancari: sono l’esca ideale per phishing mirato e truffe di finto supporto. Conviene attivare l’autenticazione a due fattori, controllare con regolarità i movimenti del conto e contattare la banca solo attraverso i canali ufficiali. Per le aziende la lezione è chiara: anche i servizi esterni come i moduli di apertura conto vanno protetti con autenticazione, limiti alle richieste e monitoraggio del traffico anomalo.
Fonti: Yonhap, Yonhap (Daishin), Aju Press, Financial News, MoneyToday.











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