Deepfake e frodi: 900 milioni di dollari persi, +171% di casi solo nel 2025

Nella prima metà del 2025, le frodi legate ai deepfake hanno raggiunto un livello allarmante, con 580 incidenti segnalati, quasi quattro volte rispetto a tutto il 2024. Lo rivela un nuovo studio di Surfshark, che sottolinea come le perdite economiche associate abbiano ormai toccato 897 milioni di dollari dal 2019 a oggi, di cui 410 milioni nei soli primi sei mesi del 2025.

I deepfake non sono più una minaccia emergente

Il numero di incidenti è cresciuto del 171% nella prima metà del 2025 rispetto a tutti i casi registrati dal 2017 in poi. A livello storico, si era passati da 64 episodi tra il 2017 e il 2023, a 150 nel 2024, fino agli attuali 580 segnalati nel 2025. L’aumento non riguarda solo la frequenza, ma anche la sofisticazione delle tecniche usate dai criminali.

Secondo Tomas Stamulis, Chief Security Officer di Surfshark, “la tecnologia alla base dei deepfake si evolve a una velocità impressionante, mentre le contromisure normative faticano a tenere il passo”. Nonostante iniziative come l’AI Act europeo, la riforma del diritto d’autore in Danimarca e i disegni di legge negli Stati Uniti, il rischio rimane elevato.

Frodi con volti noti e richieste illecite: gli schemi più diffusi

Il tipo di frode più diffuso consiste nell’uso dell’immagine di personaggi famosi per promuovere investimenti truffaldini, per un totale di 401 milioni di dollari di perdite. Seguono:

  • le richieste di denaro da finti manager aziendali (deepfake vocali o video), con 217 milioni di dollari sottratti;
  • i tentativi di aggirare i controlli biometrici per ottenere prestiti o dati personali, che hanno causato 139 milioni di danni;
  • le truffe sentimentali con video o audio contraffatti, per 128 milioni.

Privati nel mirino: il 60% delle vittime

I privati cittadini rappresentano la categoria più colpita: il 60% delle perdite totali (541 milioni di dollari) proviene da attacchi rivolti direttamente a loro, contro il 40% (356 milioni) che riguarda invece le aziende. Questo avviene perché i singoli utenti sono più facilmente manipolabili e spesso privi di difese tecnologiche avanzate.

Come proteggersi: educazione e pensiero critico

Surfshark sottolinea l’importanza dell’educazione digitale per combattere la diffusione dei deepfake. Stamulis propone alcune misure concrete:

  • verificare sempre la fonte di un contenuto prima di condividerlo;
  • contattare direttamente l’entità che avrebbe inviato il messaggio;
  • stabilire un codice segreto tra familiari per verificare l’identità durante chiamate sospette;
  • non inviare denaro o documenti sensibili a contatti conosciuti solo online.

Secondo Stamulis, “in futuro le persone diventeranno immuni ai deepfake, proprio perché ne saranno talmente circondate da imparare a riconoscerli o ignorarli”. Tuttavia, affinché ciò accada, serve una combinazione di educazione di massa, pensiero critico e tecnologie di rilevamento sempre più avanzate.

La metodologia dello studio

Lo studio è stato condotto attraverso l’analisi congiunta dei dati provenienti da AI Incident Database e Resemble.AI, selezionando solo gli incidenti documentati da fonti giornalistiche e classificandoli in base al tipo di frode. Surfshark ha identificato quattro categorie principali di incidenti: frodi, contenuti espliciti, deepfake politici e casi vari, con un focus specifico sugli impatti economici nel settore delle truffe.

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