ClearSkies lancia DNS Shield per proteggere le aziende dagli attacchi DNS

La nuova soluzione cloud-native e basata sull’intelligenza artificiale punta a bloccare le minacce già al livello DNS, prima che raggiungano rete, endpoint e sistemi aziendali.

ClearSkies™ ha annunciato il lancio di ClearSkies™ DNS Shield, una soluzione di sicurezza DNS cloud-native e AI-native progettata per proteggere le organizzazioni a partire dal Domain Name System, uno dei livelli più utilizzati e spesso meno monitorati dell’infrastruttura digitale.

Il DNS rappresenta il punto di partenza di gran parte delle interazioni online. Ogni volta che un utente, un’applicazione o un dispositivo tenta di raggiungere una risorsa Internet, una richiesta DNS traduce il nome del dominio nell’indirizzo IP corrispondente. Questa funzione essenziale, se priva di controlli adeguati, può diventare un canale sfruttato dagli attaccanti per comunicazioni malevole, esfiltrazione di dati, phishing, reindirizzamenti fraudolenti e attività di comando e controllo.

Il DNS resta un punto cieco per molte aziende

Secondo ClearSkies, il traffico DNS resta una delle superfici di attacco meno presidiate nelle architetture di sicurezza aziendali. Il protocollo viene quasi sempre autorizzato, perché necessario al normale funzionamento dei servizi digitali, ma spesso non riceve lo stesso livello di monitoraggio applicato a endpoint, rete, identità e applicazioni.

Il problema assume rilievo anche alla luce dei dati citati dall’azienda: il 91% del malware utilizza il DNS per comunicare, mentre una quota significativa di organizzazioni ha già subito attacchi basati su questo protocollo. Il costo medio di un incidente DNS, secondo i dati riportati da ClearSkies, può superare i 940.000 dollari, con tempi di rilevamento che possono arrivare fino a tre giorni.

“Non è possibile fermare una minaccia che non si vede, e oggi il traffico DNS non monitorato rimane uno dei punti ciechi più estesi e più sfruttati nella sicurezza aziendale. È proprio da lì che ha origine la maggioranza degli attacchi avanzati”, ha dichiarato Eleftherios Antoniades, Founder e CTO di ClearSkies™.

Come agiscono le minacce basate sul DNS

Gli attacchi DNS possono assumere forme diverse. Tra le tecniche più diffuse rientrano il DNS spoofing, che manipola le risposte DNS per reindirizzare gli utenti verso destinazioni malevole, e il DNS hijacking, che altera le impostazioni di dominio o di risoluzione per deviare il traffico verso infrastrutture controllate dagli attaccanti.

Un altro scenario rilevante riguarda gli attacchi DDoS basati sul DNS, utilizzati per sovraccaricare servizi e infrastrutture. Il DNS tunneling consente invece di nascondere dati all’interno delle query DNS, con il rischio di esfiltrazione silenziosa da ambienti compromessi.

Il DNS può anche essere usato come canale di Command & Control, tramite il quale un malware comunica con i server degli attaccanti. Questa caratteristica rende il monitoraggio DNS una fonte importante di telemetria per individuare attività anomale prima che l’attacco produca effetti più estesi.

DNS Shield punta a bloccare l’attacco prima della connessione

ClearSkies™ DNS Shield interviene al livello di risoluzione DNS, cioè nel momento in cui una comunicazione tenta di iniziare. L’obiettivo è bloccare domini malevoli, attività sospette e anomalie prima che utenti, endpoint o applicazioni possano stabilire una connessione verso infrastrutture pericolose.

La soluzione analizza in tempo reale le query DNS tramite una combinazione di analisi comportamentale basata su intelligenza artificiale, threat intelligence multi-feed, machine learning e algoritmi proprietari per il rilevamento del tunneling DNS.

A differenza degli strumenti basati solo su firme o blocklist statiche, DNS Shield punta a identificare anche pattern dannosi collegati a domini non ancora classificati come malevoli. Questo approccio consente di intercettare minacce zero-day, domini di nuova registrazione, infrastrutture fast-flux, tentativi di beaconing e attività anomale difficili da rilevare con controlli tradizionali.

Visibilità, telemetria e integrazione con il SOC

Oltre al blocco delle minacce, DNS Shield trasforma il traffico DNS in una fonte di visibilità per i team di sicurezza. La piattaforma permette di osservare traffico, utenti e dispositivi, con l’obiettivo di fornire contesto operativo alle indagini e ridurre il rumore prodotto dagli alert.

Quando viene integrata nella piattaforma ClearSkies™ ISOC, la soluzione può contribuire al ciclo di vita TDIR, cioè Threat Detection, Investigation and Response. In questo scenario, gli incidenti DNS possono alimentare le indagini in tempo reale, attivare playbook SOAR e fornire contesto all’AI SOC Analyst della piattaforma.

Secondo ClearSkies, questa integrazione permette di trasformare un blocco DNS in un incidente contestualizzato, correlato con altri segnali di sicurezza e utile per supportare una risposta più rapida.

“DNS Shield trasforma quella che tradizionalmente viene considerata una vulnerabilità trascurata in una risorsa strategica di grande valore. Se utilizzato come livello difensivo autonomo, rafforza immediatamente la governance e la conformità complessive di un’organizzazione grazie a una funzione di logging completa e intelligente”, ha aggiunto Eleftherios Antoniades.

AI nativa, sovranità dei dati e modello cloud

ClearSkies presenta DNS Shield come una soluzione progettata con AI nativa, integrata nel motore di rilevamento sin dall’origine. La piattaforma si basa su analisi comportamentale e machine learning per individuare nuovi modelli di attacco, anche in assenza di firme già note.

Un altro elemento evidenziato dall’azienda riguarda la sovranità europea dei dati. La soluzione è sviluppata da Odyssey Cybersecurity, società europea, con opzioni di trattamento e archiviazione dei dati pensate per rispondere ai requisiti del GDPR, della direttiva NIS2 e delle normative regionali.

DNS Shield è disponibile in modalità SaaS nativa per il cloud. Non richiede hardware dedicato, installazioni software o riconfigurazioni complesse della rete. L’attivazione avviene tramite una configurazione di inoltro DNS e la protezione copre gli utenti in ufficio, da remoto, in roaming o in ambienti cloud, senza necessità di VPN.

La soluzione può essere adottata come modulo autonomo oppure come componente integrato nella piattaforma ClearSkies™ ISOC. Sono previste anche licenze dedicate agli MSSP attraverso il partner program ClearSkies™.

Il ruolo di ClearSkies nel modello ISOC

ClearSkies™ è una piattaforma di Integrated Security Operations Center basata su intelligenza artificiale, pensata per unificare attività di rilevamento, indagine e risposta alle minacce. L’obiettivo è ridurre la dipendenza da processi manuali nei SOC e fornire ai team di sicurezza una visibilità più ampia su endpoint, cloud, identità, DNS e dati.

La piattaforma combina automazione, intelligenza contestualizzata e AI privata, con l’obiettivo di supportare analisti e team SecOps nelle attività di prioritizzazione, indagine e risposta agli incidenti. DNS Shield si inserisce in questo quadro come livello di protezione preventivo, focalizzato su un punto dell’infrastruttura che spesso anticipa le fasi più visibili di un attacco.

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Sicurezza Informatica
Lo staff di Sicurezza Informatica.