Warhorse Studios, attacco informatico ai sistemi e ai dati

Resti della torre del castello di Talmberk, in Repubblica Ceca, uno dei luoghi reali che compaiono in Kingdom Come: Deliverance
Immagine: Kcd062023/Wikimedia Commons (CC0).

Lo studio ceco Warhorse Studios, autore della serie Kingdom Come: Deliverance e al lavoro su un gioco di ruolo ambientato nel mondo del Signore degli Anelli, ha confermato di aver subito un attacco informatico. In una dichiarazione pubblicata il 27 ottobre sul proprio sito e sui social, la società spiega che l’attacco ha comportato un accesso non autorizzato ai sistemi aziendali e ai dati della società. L’attacco informatico a Warhorse è ancora sotto indagine: lo studio non ha chiarito quali informazioni siano state coinvolte.

Resti della torre del castello di Talmberk, in Repubblica Ceca, uno dei luoghi reali che compaiono in Kingdom Come: Deliverance
Immagine: Kcd062023/Wikimedia Commons (CC0).

Attacco informatico a Warhorse: cosa ha comunicato lo studio

«Warhorse Studios conferma di essere stata bersaglio di un attacco informatico», si legge nella nota ripresa da GamesRadar+ e Kotaku. Lo studio afferma di lavorare con esperti di sicurezza informatica per mettere in sicurezza i sistemi, indagare sull’incidente e valutarne l’impatto complessivo, e di coordinarsi con le autorità competenti, che non sono state indicate. Su X la società ha scritto di essere «dispiaciuta» di dover annunciare l’attacco e ha ringraziato la community per il sostegno.

L’amministratore delegato Martin Frývaldský ha definito l’episodio «un incidente grave per Warhorse Studios e per tutte le persone coinvolte», aggiungendo che la priorità immediata è proteggere i sistemi, stabilire l’intera portata della violazione e adottare le misure necessarie a tutelare dipendenti, partner e community. Ulteriori informazioni, ha detto, saranno comunicate «non appena sarà possibile farlo in modo responsabile».

Quello che ancora non si sa

Al momento i punti aperti sono molti. Come sottolinea il quotidiano ceco Novinky, lo studio non ha detto chi ci sia dietro l’attacco, da dove siano entrati gli aggressori né quando sia avvenuta l’intrusione. Non è stato precisato se i file siano stati sottratti, cifrati o pubblicati, se tra le informazioni coinvolte ci siano dati personali di dipendenti o giocatori o materiali dei giochi in sviluppo, né se sia arrivata una richiesta di riscatto.

PC Gamer osserva che l’obiettivo più evidente per chi attacca uno studio di videogiochi sono i progetti non ancora pubblicati, come il nuovo capitolo di Kingdom Come e il gioco di ruolo dedicato alla Terra di Mezzo: si tratta però di un’ipotesi, perché fughe di materiali o furti di dati dei giocatori non sono stati confermati.

Perché gli studi di videogiochi sono un bersaglio

Codice sorgente, build preliminari, documenti di progettazione e dati dei dipendenti hanno un valore elevato per chi pratica estorsione: la minaccia di diffondere anticipazioni di un titolo atteso può essere usata come leva per chiedere un pagamento. Kotaku inserisce l’episodio in una serie di attacchi che hanno colpito di recente l’industria dei videogiochi, in un periodo in cui anche le vulnerabilità di software molto diffusi, come la falla PHP2Shell finita nel catalogo della CISA, stanno mettendo sotto pressione molte aziende. Gli effetti di un’intrusione di questo tipo si sono visti anche nel caso dell’attacco a GMO Internet, con i dati di un cliente pubblicati dagli hacker.

Cosa fare se si è giocatori o partner dello studio

Finché Warhorse non fornirà dettagli, non ci sono indicazioni ufficiali su rischi per gli account dei giocatori. Alcune precauzioni sono comunque utili quando una notizia di questo tipo diventa virale:

  • Diffidare di email, messaggi o post che si presentano come comunicazioni di Warhorse e chiedono di reimpostare password, verificare l’account o scaricare allegati: è uno schema classico di phishing che sfrutta l’attualità.
  • Non scaricare presunte build trapelate, “leak” o file del nuovo gioco da siti, forum o canali Telegram: spesso sono esche per diffondere malware.
  • Usare password diverse per ogni servizio e attivare l’autenticazione a due fattori sugli account delle piattaforme di gioco, come Steam, PlayStation Network o Xbox.
  • Seguire solo i canali ufficiali dello studio per eventuali aggiornamenti sull’indagine e sui dati coinvolti.

Per le aziende, il caso ricorda l’importanza di avere un piano di risposta agli incidenti già pronto: isolare rapidamente i sistemi colpiti, coinvolgere specialisti esterni, informare le autorità e comunicare in modo chiaro con le persone coinvolte, come emerso anche in altri casi recenti, tra cui l’attacco a UNM Health in New Mexico.

Fonti: GamesRadar+, Kotaku, PC Gamer, Novinky.

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Sicurezza Informatica
Lo staff di Sicurezza Informatica.